La Sicilia è culla di civiltà che l’hanno dominata e amata, lasciandole impronte indelebili in tutti i campi e, soprattutto, in cucina dove ci sono felici contaminazioni tra Oriente e Occidente. Isola dei sapori, invita a godere di tutte le sue prelibatezze, dimenticando l’odiosa e triste dieta. Una delle regine della nostra tavola, di cui vogliamo raccontarvi qualche curiosità e darvi la ricetta, è sicuramente la “caponata di melanzane”, uno dei piatti più rinomati della cucina siciliana che, da fenomeno culinario “locale”, nel 1869 è diventato“globale” grazie alla famiglia Pensabene e, dal 1916, alla Fratelli Contorno, stirpe palermitana di conservieri. Prodotta industrialmente, era inscatolata in lattine realizzate e saldate a mano e così commercializzata e apprezzata in tutto il mondo, in particolare modo negli USA dove gli emigrati siciliani ritrovavano i sapori della loro terra. Diffusa in tutto il Mar Mediterraneo, è generalmente servita come antipasto o contorno, ma a partire dal XVIII secolo diventò piatto unico e accompagnata dal pane. Sull’etimologia varie sono le ipotesi: la prima la lega allo spagnolo “caponada“; la seconda, invece, a “capone“, nome con cui, in alcune zone della Sicilia, viene chiamata la “lampuga“, una specie ittica dalla carne pregiata che veniva servita nelle tavole dell’aristocrazia e condita con la salsa agrodolce tipica della caponata. Ma la versione vegetariana che noi conosciamo è merito dell’estro del popolo che, non potendo permettersi il costoso pesce, lo sostituì, genialmente, con le economiche melanzane, creando il piatto che ancora apprezziamo; la terza e ultima tesi, infine, la collega a “caupone“, dal latino caupona, per indicare le taverne dei marinai. Nel ricettario ottocentesco del napoletano Ippolito Cavalcanti si riporta proprio la ricetta della caponata con verdure, pane impregnato di aceto, olio, sale e zucchero e, anche, il pesce capone. Tante sono le varianti: la agrigentina, la trapanese, la catanese, la messinese, ma la ricetta che vi proponiamo si rifà a quella palermitana.
Ingredienti per 4 persone:
6 melanzane lunghe
1 grosso sedano
1 cipolla
300 g di olive verdi denocciolate
3 cucchiai di capperi sott’aceto
1/2 di salsa di pomodoro
1 bicchiere di aceto
2 cucchiai di zucchero
sale
foglie di basilico per guarnire
Procedimento:
Sciacquate le melanzane, togliete il picciolo assieme alla punta, tagliate in verticale una striscia e riducetele a cubetti piuttosto grossi.
Friggete le melanzane in abbondante olio bollente, fatele sgocciolare su carta assorbente e salate.
Pulite il sedano, eliminando le foglie verdi; tagliatelo a pezzi e sbollentatelo in acqua salata.
In un ampio tegame soffriggete la cipolla affettata e, non appena imbiondita, aggiungete il sedano, precedentemente bollito, le olive tagliate a pezzi, i capperi sott’aceto e la salsa di pomodoro.
Fate cuocere e unite lo zucchero e l’aceto, che farete sfumare.
A cottura quasi ultimata aggiungete i cubetti di melanzane, fateli insaporire per qualche minuto e rimestate delicatamente.
Consumare, preferibilmente, fredda e
Che la caponata sia con voi.

Iscriviti alla nostra newsletter